{"id":174,"date":"2025-07-15T13:25:13","date_gmt":"2025-07-15T13:25:13","guid":{"rendered":"https:\/\/00uptest2.it\/Saviglianese\/?page_id=174"},"modified":"2025-07-17T13:22:22","modified_gmt":"2025-07-17T13:22:22","slug":"club","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/club\/","title":{"rendered":"Club"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"174\" class=\"elementor elementor-174\" data-elementor-post-type=\"page\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-943bd60 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"943bd60\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cc04020 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"cc04020\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-47ffc35 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"47ffc35\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">DAL 1919<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-49fa7b5 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"49fa7b5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">I MAGHI DEL CALCIO<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c99f250 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"c99f250\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c328694 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"c328694\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"540\" height=\"477\" src=\"https:\/\/saviglianese1919.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/c699b144-fca7-49f2-97f0-d2705d157ee7.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-177\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/saviglianese1919.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/c699b144-fca7-49f2-97f0-d2705d157ee7.jpg 540w, https:\/\/saviglianese1919.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/c699b144-fca7-49f2-97f0-d2705d157ee7-300x265.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c78f03c e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"c78f03c\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7e7e931 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7e7e931\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">SAVIGLIANO<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4037cb8 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4037cb8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Una storia della provincia pi\u00f9 vera<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-050b45b e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-parent\" data-id=\"050b45b\" data-element_type=\"container\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f875df4 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"f875df4\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a71fbd7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a71fbd7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Il sole sbuca pallido e freddo dalla coltre di nubi. I raggi scendono obliqui e intaccano appena la brina che si \u00e8 posata nella notte che doveva essere stellata. Lungo il viale alcuni temerari sfidano il freddo e il grigio del cielo per la passeggiata quotidiana. Sulla panchina di pietra una giovanissima coppia si lancia in effusioni. E\u2019 la loro capanna, un po\u2019 ruvida, un po\u2019 fredda, ma piena di passioni e di promesse. E\u2019 una domenica normale, di un mese normale, di un anno normale. Una domenica in Piazza d\u2019Armi, lungo i vialoni con i \u201ccastagn\u00e8\u201d carichi di storia, la \u201cBealera del Mulin brus\u00e0\u201d che triste e pigra scorre tra gli scatoloni di detersivi e lattine di birra, con pochi pesci che si arrabattano in cerca di cibo. E la lunga sequenza di case vecchie e malandate con le strette lobie cariche di panni stesi, i vecchi che fanno capolino dietro le tendine di finestre piccole, in alloggi umidi con i muri carichi di muffa. Qualche bambino in cerca di emozioni s\u2019avventura nel fango di quello che un tempo era il parco giochi, con le vasche piene di sabbia che si sono trasformate in luogo sicuro per i cani in cerca di orinatoi.<\/p><p>La Saviglianese del primo dopoguerra. Fa persin pena vedere Savigliano trasformarsi ed ingrigirsi. Neppure il sole, che adesso si fa pi\u00f9 arrabbiato, riesce a dare una pennellata di pulito. Eppure Piazza d\u2019Armi \u00e8 il parco di Savigliano, con i suoi pini e i suoi abeti, i sentieri disegnati da un architetto in vena di romanticismo, le panchine poste al riparo dalle lunghe fronde dei sempreverdi. Non ci sono pi\u00f9 gli artiglieri alpini a pestare l\u2019erba con moschetto, scarponi e ghette. Adesso, superata la soglia del Duemila, la gente non pensa pi\u00f9 alla guerra. In Piazza d\u2019Armi si va per passeggiare, respirare aria non inquinata, fare un po\u2019 di ginnastica distensiva e abbandonare, per un attimo, i troppi crucci di questa vita moderna. Il tempo scorre veloce. Il campanile di S. Andrea batte le due, ma il \u201cciuch\u00e8\u201d della parrocchia va sempre avanti. in tanti anni di controlli i tecnici degli orologi non sono mai riusciti a mettere a posto il meccanismo. Ogni mese bisognerebbe far tornare indietro le lancette di dieci minuti buoni, altrimenti Capodanno rischia di cadere il 30 dicembre. Ma i rintocchi che coprono di frastuono la campagna coperta di freddo, sono come un segnale. E\u2019 giunta l\u2019ora di uscire dalle tane, dal caldo e dal tepore delle case. Oggi la Saviglianese gioca al \u201cMorino\u201d e ha bisogno di tutti. Gi\u00e0, perch\u00e9 in Piazza d\u2019Armi c\u2019\u00e8 anche il vecchio e glorioso \u201cMorino\u201d, lo stadio, il campo, o, come raccontano i nostri vecchi, la \u201ctana dei Maghi\u201d.<\/p><p>Il fantastico poker d\u2019assi, Gentile, Donalisio, Di Leone, Peirone. Il \u201cMorino\u201d \u00e8 il sogno della domenica per molti saviglianesi. Un\u2019area grande, immensa, coperta di verde e di ricordi. La tribuna vecchia come il campo, troppo vecchia per tutti, con gli scalini che possono raccontare la storia di molte battaglie, le docce ancora in comune, padroni di casa e ospiti uniti, l\u2019ideale per \u201cragionare\u201d dopo un incontro travagliato in campo. E la direzione con i gagliardetti, le coppe, le foto ricordo di molti che non ci sono pi\u00f9. E un bar dove la barbera verace si mescola ai panini imbottiti di salame di campagna e la classifica viene scritta sui fogli che servono per grandiose e rumorose partite a scopa. Vecchio e caro \u201cMorino\u201d, con la rete \u201cmangiata\u201d a furia di urla e insulti (all\u2019arbitro, come sempre), le lose per permettere ai tifosi del prato di non bagnarsi i piedi, il deposito dei cicli e motocicli, cio\u00e8 il muro di cinta e una grande scritta. E ancora gli altoparlanti, i diffusori, vecchi come il Savigliano, che fra note stonate e parole confuse lanciano in campo i messaggi di Rino Givo e Tino Zerbini \u2026 \u201cseve maghi e c\u00f4 campion\u201d. L\u2019inno dei \u201cMaghi\u201d, che gira e rigira su una cassetta tenuta nascosta da Ciano con estrema religiosit\u00e0. Quando il tifosissimo, il cuore rossobl\u00f9, la ascolt\u00f2 per la prima volta, aveva gli occhi rossi, la pelle d\u2019oca e una lacrima che spuntava su quel suo viso gioioso. Maghi, parola magica. Maghi, primo amore. Il segnale \u00e8 stato dato da quel vecchio e amato campanile. I piccioni pi\u00f9 esperti non si alzano pi\u00f9 in volo quando il batacchio finisce sopra la conca di bronzo. I pi\u00f9 giovani, gli ultimi nati, invece, svolazzano tutt\u2019intorno, per poi tornare ai nidi, nel silenzio di questa domenica d\u2019inverno. Da Piazza Cavour, con passo lesto, s\u2019avvia Monge, decano dei tabaccai, tifoso sempre presente. \u201cOggi \u00e8 giornata dura, fa freddo ed \u00e8 tutto ghiacciato. Vinceremo? Non vinceremo?\u201d.<\/p><p>Intanto il \u201cMorino\u201d si anima. I giocatori rossobl\u00f9 escono fuori dagli spogliatoi con le tute sponsorizzate, inseguiti da Nino, il massaggiatore, con le mani ingombre di vasetti profumati. Meo Savoia, invece, attacca le bandiere ai vecchi pali arrugginiti. Un tricolore, per far capire a tutti che \u00e8 una partita importante, e uno stendardo rossobl\u00f9, perch\u00e9 oggi \u00e8 festa, la Saviglianese gioca in casa. Ma si sa, Savoia ha dovuto aprire bottega, servire il vino e gli amari ai primi arrivati e cominciare a sorbirsi i commenti dei giocatori di scopa, del settebello sprecato, del due bello lanciato sul tavolo con troppa imprudenza, della napula mancata per poco. Ecco perch\u00e9 \u00e8 in ritardo.Arrivano gi\u00e0 in tuta i ragazzini delle formazioni giovanili. Il loro compito \u00e8 preciso: devono recuperare i palloni persi durante la partita, i tiracci alle stelle, gli alleggerimenti affrettati. Ma i maghetti non vogliono mai fare la sentinella alla porta della Saviglianese. Per loro la porta rossobl\u00f9 \u00e8 stregata e non ci sar\u00e0 bisogno di recuperare palloni. Il loro lavoro deve svolgersi dall\u2019altra parte, perch\u00e9 gli attaccanti saviglianesi sono scatenati e promettono spettacolo e gol. Si apre anche il botteghino. E\u2019 arrivato Gino Villavecchia, decano della Biglietteria del \u201cMorino\u201d, uomo importante e insostituibile nella politica e nell\u2019economia della societ\u00e0 rossobl\u00f9, sempre puntuale al Comunale di Savigliano a cavallo del cavallo di ferro, la sua inseparabile bicicletta. Giacca a vento e cappello, ritira biglietti e libroni e si insedia nel bunker della biglietteria. La sua faccia sempre sorridente, la sua voglia di trovare una parola per tutti, la sua capacit\u00e0 straordinaria di alleggerire con una battuta ogni situazione , anche la pi\u00f9 pesante, il suo viso amico sono da anni l\u2019immagine fissa dei tifosi rossobl\u00f9 al \u201cMorino\u201d.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-69ee3a9 e-con-full e-flex wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no e-con e-child\" data-id=\"69ee3a9\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b7b301b elementor-invisible elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"b7b301b\" data-element_type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;_animation&quot;:&quot;fadeInRight&quot;}\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"768\" 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rossobl\u00f9. Il guardiano \u00e8 Saule, pescatore e un po\u2019 bracconiere, pubblico ufficiale della Saviglianese. \u201cChi non ha il biglietto non entra, chi ha dimenticato la tessera a casa non entra, chi \u00e8 rimasto senza soldi non entra\u201d, insomma, a sentire lui si dovrebbe giocare a porte aperte, ma a spalti vuoti. Intanto, si fa vivo anche Iuse. Chi vincer\u00e0? Chi perder\u00e0? Si comincia a discutere nell\u2019osteria di Savoia, pardon nel bar: \u201cSi, questo non \u00e8 una piola, \u00e8 un bar vero e proprio\u201d. Iuse fa l\u2019analista, nel senso che verifica tecnicamente il, rendimento della squadra. Se gioca questo perdiamo, se gioca quell\u2019altro perdiamo lo stesso. Se Tizio spinge sulla fascia vinciamo, se Caio non perde la concentrazione vinciamo. E via cos\u00ec: il pareggio con la mezzala che fa movimento, il pareggio per lo schema a tre punte. La compagnia s\u2019ingrandisce, mentre Gino Villavecchia continua a staccare biglietti e Saule a lanciare i suoi anatemi.<\/p><p>Il prato comincia ad animarsi di giacconi e cappotti con dentro gente che ha freddo. In tribuna arrivano i giovani, quelli che urlano di pi\u00f9. Poi il signor arbitro e i signori guardalinee hanno l\u2019ennesima disputa con il guardiano della porta: tessere, biglietti, telegrammi. Non si entra, non c\u2019\u00e8 nulla da fare. Interviene Ciano, mette le cose a posto. La disputa si esaurisce con Saule che brontola: \u201cSe dovessi far entrare tutti quelli che hanno le tessere \u2026\u201d. Finalmente il sole vince la sua battaglia. Si \u00e8 alzata una piccola brezza, fredda che taglia la faccia, ma almeno le nuvole si spostano e il \u201cMorino\u201d si illumina. La truppa rossobl\u00f9 \u00e8 al gran completo. Tutti quelli che amano questa squadra e questa societ\u00e0 hanno sfidato il freddo e sono arrivati al campo. Sono arrivati con un pullman anche i tifosi della squadra avversaria con qualche bandiera e la voglia di urlare. Mancano pochi istanti al via della sfida. Nei diffusori si sente soffiare. L\u2019annunciatore sta controllando che la sua voce esca, che le parole si possano almeno sentire: \u00e8 l\u2019inizio dello spettacolo. La formazione ospite scorre rapida, qualche nome sbagliato, accenti sulle lettere sbagliate. Solo i nomi degli atleti conosciuti non vengono malamente interpretati. Poi tocca alla formazione della Saviglianese che, anche se gioca in casa, per dovere di ospitalit\u00e0, si deve leggere per ultima. Portiere, marcatori, mediano, \u2026 E tra nome e nome la cadenza di qualche secondo, diciamo tre o quattro, per permettere ai tifosi ultr\u00e0 di sbraitare \u201cal\u00e8, al\u00e8\u201d, ma senza troppa convinzione. I tifosi pi\u00f9 furbi sono quelli che hanno pagato il biglietto per il prato e, invece, si sistemano sulla tribunetta che si trova davanti agli spogliatoi. Costruita molto artigianalmente con alcuni pezzi di recupero e qualche camionata di ghiaia, invenzione estiva a proprio carico di persone che sognavano il grande stadio, viene presa d\u2019assalto. Di l\u00e0 almeno il sole picchia con maggiore intensit\u00e0, non come dalla parte della vecchia tribuna del \u201cMorino\u201d, sempre all\u2019ombra e sempre ghiacciata. I tifosi di questa e dell\u2019altra squadra sono pigiati come sardine in una scatoletta sottovuoto, ma almeno non patiscono il freddo di questa giornata. S\u2019inizia con la tribuna, quella vera, quasi vuota, la rete di recinzione coperta di mani con guanti pesanti e gente che soffia, l\u2019osteria di Savoia ancora piena di ritardatari indecisi se uscire o rimanere al calduccio in attesa delle urla dei colleghi tifosi, due vigili urbani inattivi che controllano l\u2019orologio sperando che i novanta minuti passino, in fretta, e la dirigenza schierata. Il presidente Luigi Bordone in tribuna a scalpitare come un cavallo, a malmenare la povera sedia di legno e a seguire il gioco con scatti delle gambe e movimenti della testa; Ciano Longanizzi, appiccicato alla rete, braccia, testa, gambe; Marco Orio, in piedi nel vestibolo, pronto a scattare, e tutti gli altri disseminati lungo il recinto ad incitare o criticare. Quarantacinque minuti scorrono veloci, soprattutto se gli avversari sono rassegnati alla sconfitta. Basta un bel colpo di testa del solito bomber, una punizione alla brasiliana e un cross deviato nel sacco con una prodezza, per avere il cuore che torna ai battiti regolari. E per avere, finalmente, un po\u2019 di urla e di coretti. Tifosi maligni, sempre pronti ad urlare quando gli avversari chinano la testa.<\/p><p>Un intervallo al \u201cMorino\u201d, cio\u00e8 bar stracolmo, parole e parole, discorsi inutili, qualche incontro imprevisto, molti sorrisi. Nino massaggia gambe e braccia; Ciano riattacca l\u2019inno; Bordone va su e gi\u00f9 senza pazienza; il mister si dilunga in trame tecniche. Ma il pi\u00f9 \u00e8 fatto. Quando i tifosi sono sereni vuol dire che neanche una bufera improvvisa pu\u00f2 modificare l\u2019andamento della gara. Secondo tempo, o ripresa. Altre due prodezze, bandiera bianca alzata dai poveri e d avviliti avversari e coro stonato, ma finalmente valido che si fa sentire. Ritornello malizioso e amaro per gli avversari. Spariscono le bandiere degli ospiti e qualcuno guadagna silenziosamente l\u2019uscita. Ne hanno abbastanza. Cos\u00ec dalla tribuna del \u201cMorino\u201d si leva sempre pi\u00f9 potente: \u201cPer i miseri implora perdona, per i deboli implora piet\u00e0\u201d. Poi abbracci, applausi, complimenti. I tifosi sfollano, se ne vanno anche i giocatori, i dirigenti si danno appuntamento per festeggiare. Un\u2019altra domenica \u00e8 passata, un\u2019altra partita ha lasciato nel campionato il segno della Saviglianese. Sul \u201cMorino\u201d cala la nebbia, mentre il silenzio torna ad essere il padrone incontrastato. E Savigliano, lentamente, si addormenta con i suoi tifosi. Sono passati solo tre lustri da questo quadro meraviglioso di una domenica qualunque di una delle tante partite dei \u201cMaghi\u201d. Il \u201cMorino\u201d ha cambiato volto, molte persone non ci sono pi\u00f9, anche se, fedelissimi, ci guardano e ci sostengono da lass\u00f9, ma una sola cosa \u00e8 rimasta immutata e lo rimarr\u00e0 per sempre: l\u2019incrollabile fede rossobl\u00f9, che ogni domenica pomeriggio ci accompagna su tutti i campi, ovunque si vada!<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAL 1919 I MAGHI DEL CALCIO SAVIGLIANO Una storia della provincia pi\u00f9 vera Il sole sbuca pallido e freddo dalla coltre di nubi. I raggi scendono obliqui e intaccano appena la brina che si \u00e8 posata nella notte che doveva essere stellata. Lungo il viale alcuni temerari sfidano il freddo e il grigio del cielo per la passeggiata quotidiana. Sulla panchina di pietra una giovanissima coppia si lancia in effusioni. E\u2019 la loro capanna, un po\u2019 ruvida, un po\u2019 fredda, ma piena di passioni e di promesse. E\u2019 una domenica normale, di un mese normale, di un anno normale. Una domenica in Piazza d\u2019Armi, lungo i vialoni con i \u201ccastagn\u00e8\u201d carichi di storia, la \u201cBealera del Mulin brus\u00e0\u201d che triste e pigra scorre tra gli scatoloni di detersivi e lattine di birra, con pochi pesci che si arrabattano in cerca di cibo. E la lunga sequenza di case vecchie e malandate con le strette lobie cariche di panni stesi, i vecchi che fanno capolino dietro le tendine di finestre piccole, in alloggi umidi con i muri carichi di muffa. Qualche bambino in cerca di emozioni s\u2019avventura nel fango di quello che un tempo era il parco giochi, con le vasche piene di sabbia che si sono trasformate in luogo sicuro per i cani in cerca di orinatoi. La Saviglianese del primo dopoguerra. Fa persin pena vedere Savigliano trasformarsi ed ingrigirsi. Neppure il sole, che adesso si fa pi\u00f9 arrabbiato, riesce a dare una pennellata di pulito. Eppure Piazza d\u2019Armi \u00e8 il parco di Savigliano, con i suoi pini e i suoi abeti, i sentieri disegnati da un architetto in vena di romanticismo, le panchine poste al riparo dalle lunghe fronde dei sempreverdi. Non ci sono pi\u00f9 gli artiglieri alpini a pestare l\u2019erba con moschetto, scarponi e ghette. Adesso, superata la soglia del Duemila, la gente non pensa pi\u00f9 alla guerra. In Piazza d\u2019Armi si va per passeggiare, respirare aria non inquinata, fare un po\u2019 di ginnastica distensiva e abbandonare, per un attimo, i troppi crucci di questa vita moderna. Il tempo scorre veloce. Il campanile di S. Andrea batte le due, ma il \u201cciuch\u00e8\u201d della parrocchia va sempre avanti. in tanti anni di controlli i tecnici degli orologi non sono mai riusciti a mettere a posto il meccanismo. Ogni mese bisognerebbe far tornare indietro le lancette di dieci minuti buoni, altrimenti Capodanno rischia di cadere il 30 dicembre. Ma i rintocchi che coprono di frastuono la campagna coperta di freddo, sono come un segnale. E\u2019 giunta l\u2019ora di uscire dalle tane, dal caldo e dal tepore delle case. Oggi la Saviglianese gioca al \u201cMorino\u201d e ha bisogno di tutti. Gi\u00e0, perch\u00e9 in Piazza d\u2019Armi c\u2019\u00e8 anche il vecchio e glorioso \u201cMorino\u201d, lo stadio, il campo, o, come raccontano i nostri vecchi, la \u201ctana dei Maghi\u201d. Il fantastico poker d\u2019assi, Gentile, Donalisio, Di Leone, Peirone. Il \u201cMorino\u201d \u00e8 il sogno della domenica per molti saviglianesi. Un\u2019area grande, immensa, coperta di verde e di ricordi. La tribuna vecchia come il campo, troppo vecchia per tutti, con gli scalini che possono raccontare la storia di molte battaglie, le docce ancora in comune, padroni di casa e ospiti uniti, l\u2019ideale per \u201cragionare\u201d dopo un incontro travagliato in campo. E la direzione con i gagliardetti, le coppe, le foto ricordo di molti che non ci sono pi\u00f9. E un bar dove la barbera verace si mescola ai panini imbottiti di salame di campagna e la classifica viene scritta sui fogli che servono per grandiose e rumorose partite a scopa. Vecchio e caro \u201cMorino\u201d, con la rete \u201cmangiata\u201d a furia di urla e insulti (all\u2019arbitro, come sempre), le lose per permettere ai tifosi del prato di non bagnarsi i piedi, il deposito dei cicli e motocicli, cio\u00e8 il muro di cinta e una grande scritta. E ancora gli altoparlanti, i diffusori, vecchi come il Savigliano, che fra note stonate e parole confuse lanciano in campo i messaggi di Rino Givo e Tino Zerbini \u2026 \u201cseve maghi e c\u00f4 campion\u201d. L\u2019inno dei \u201cMaghi\u201d, che gira e rigira su una cassetta tenuta nascosta da Ciano con estrema religiosit\u00e0. Quando il tifosissimo, il cuore rossobl\u00f9, la ascolt\u00f2 per la prima volta, aveva gli occhi rossi, la pelle d\u2019oca e una lacrima che spuntava su quel suo viso gioioso. Maghi, parola magica. Maghi, primo amore. Il segnale \u00e8 stato dato da quel vecchio e amato campanile. I piccioni pi\u00f9 esperti non si alzano pi\u00f9 in volo quando il batacchio finisce sopra la conca di bronzo. I pi\u00f9 giovani, gli ultimi nati, invece, svolazzano tutt\u2019intorno, per poi tornare ai nidi, nel silenzio di questa domenica d\u2019inverno. Da Piazza Cavour, con passo lesto, s\u2019avvia Monge, decano dei tabaccai, tifoso sempre presente. \u201cOggi \u00e8 giornata dura, fa freddo ed \u00e8 tutto ghiacciato. Vinceremo? Non vinceremo?\u201d. Intanto il \u201cMorino\u201d si anima. I giocatori rossobl\u00f9 escono fuori dagli spogliatoi con le tute sponsorizzate, inseguiti da Nino, il massaggiatore, con le mani ingombre di vasetti profumati. Meo Savoia, invece, attacca le bandiere ai vecchi pali arrugginiti. Un tricolore, per far capire a tutti che \u00e8 una partita importante, e uno stendardo rossobl\u00f9, perch\u00e9 oggi \u00e8 festa, la Saviglianese gioca in casa. Ma si sa, Savoia ha dovuto aprire bottega, servire il vino e gli amari ai primi arrivati e cominciare a sorbirsi i commenti dei giocatori di scopa, del settebello sprecato, del due bello lanciato sul tavolo con troppa imprudenza, della napula mancata per poco. Ecco perch\u00e9 \u00e8 in ritardo.Arrivano gi\u00e0 in tuta i ragazzini delle formazioni giovanili. Il loro compito \u00e8 preciso: devono recuperare i palloni persi durante la partita, i tiracci alle stelle, gli alleggerimenti affrettati. Ma i maghetti non vogliono mai fare la sentinella alla porta della Saviglianese. Per loro la porta rossobl\u00f9 \u00e8 stregata e non ci sar\u00e0 bisogno di recuperare palloni. Il loro lavoro deve svolgersi dall\u2019altra parte, perch\u00e9 gli attaccanti saviglianesi sono scatenati e promettono spettacolo e gol. Si apre anche il botteghino. E\u2019 arrivato Gino Villavecchia, decano della Biglietteria del \u201cMorino\u201d, uomo importante e insostituibile nella politica e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"elementor_header_footer","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-174","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":682,"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/174\/revisions\/682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/saviglianese1919.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}